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lunedì 27 giugno 2011

Tarte al cioccolato e al caramello morbido al lampone per le Strenne ai Frutti Rossi

di alessandra


crostata al caramello al lampone


Giusto ieri pomeriggio, nel consueto scambio di e mail con la mia amica maga dei menu, in cui lei elenca serenamente tutto ciò che imbandirà nelle sue prossime cene, io sbavo sulla tastiera, si diceva come a noi non piaccia l'usanza britannica del "portare ciascuno qualcosa". 
In origine, non ero di questa opinione, ed  anzi: nelle feste informali, quelle di inizio estate, con le bistecche che sfrigolano sul barbecue e i fiaschi di vino che girano come trottole, l'idea di dividere le incombenze culinarie fra tutti i partecipanti mi ha sempre trovato d'accordo.
Tuttavia, se invito a casa, preferisco essere io ad occuparmi del menu, dalla prima all'ultima portata.
Questo perchè, come vado ripetendo da sempre, la parte più difficile della cena è buttar giù ll'elenco delle portate. Non si tratta solo di trovare piatti che si accordino fra di loro e con i gusti degli invitati, ma che si sincronizzino con i tempi della cucina (detesto non stare a tavola con i miei ospiti) e con la disponibilità di forno, fornelli e attrezzature varie. Anche se in teoria è un'ottima accoppiata, una lasagna alla bolognese non potrà mai essere abbinata ad un roast beef a lenta cottura, almeno non in casa mia, dove dispongo di un solo forno, che cuoce ad una sola temperatura per volta. 
Senza contare che mi diverto da matti, a scrivere menu e che spesso e volentieri (anzi, praticamente quasi sempre) se si viene a cena da noi è prevalentemente per mangiare. C'è una primizia, un prodotto tipico, una ricetta che mi intriga e che per noi tre è francamente sprecata? Ecco che mi metto a scrivere un menu a tema. 
Addirittura, fino a pochi anni fa, mio marito spediva il menu alla lista degli amici e i primi 4 che si prenotavano erano invitati: era una sorta di appuntamento al buoio gastronomico (non è detto che si conoscessero tutti), l'avevamo battezzata "Operazione Palati Fini" e alla fine eravamo tutti contenti: loro, di scofanarsi (Palati fini era nato da qui), io di sbizzarrirmi, lasciando da parte la noia della routine dei pasti settimanali. 
A fronte di ciò, però, se sono invitata da amici, non riesco a trattenermi e chiedo se posso portare il dolce. Predico bene e razzolo male, lo so, ma è davvero più forte di me. Anche perchè, da che esiste il blog, son sempre alla ricerca di occasioni per sperimentare qualcosa e passi se gli amici si son trasformati da ospiti da coccolare in cavie su cui fare esperimenti: la legge di MT non perdona e visto che, familiari a parte, ci si son sottomessi tutti volentieri, andiamo avanti così, fino al prossimo ammutinamento. 
Questo dolce, quindi, rientra nella categoria di cui sopra: trattandosi di roba troppo elaborata per i gusti di famiglia (e il tetto massimo di calorie che ci è concesso), l'abbiamo pensata per i nostri amici, gli stessi a cui avevamo portato la famosa Stupendissima e che da allora hanno un posto speciale nella classifica dei Palati Fini.
Grazie al cielo, ha avuto l'imprimatur del gradimento, ragion per cui ve la racconto qui, in tutti i dettagli.



TARTE AL CIOCCOLATO E CARAMELLO MORBIDO AL LAMPONE
(libera rielaborazione della Torta Incontro di Giovanni Pina)



crostata al cioccolato e caramello al lampone


Prima la fonte, poi le mie note che vi prego di leggere perchè ho fatto alcune modifiche importanti

per uno stampo da tarte
Pasta frolla al cacao 300 g
Caramello morbido al lampone, 500 g
Lamponi e zucchero a velo per decorare

per la frolla al cacao
(dosi per circa 1200 g)
farina 00 w 150-169, g 400
burro, 250 g
uova 100 g
cacao, 100 g
zucchero, 250 g
latte 150 g
vaniglia in bacche, 1/2

Setaccia la farina e il cacao insieme
Lavora tutti gli altri ingredienti, fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo
Unisci la miscela di farina e cacao, lavorando il composto soltanto il tempo necessario per il suo assorbimento
Avvolgi la pasta ottenuta in fogli di carta da forno e lascia riposare in frigo fino a che si sarà rappresa


per il caramello morbido al lampone
220 g di zucchero
65 g di acqua
110 g di panna
lamponi frullati e senza semi 110 g

In un tegame antiaderente (non usare una pentola di acciaio: avresti grandi problemi), cuoci l'acqua con lo zucchero, fino ad ottenere un caramello color nocciola
A parte unisci la panna e i lamponi frullati e scaldali fino a raggiungere la temepratura di 80 gradi
Quando il caramello avrà ottenuto la colorazione desiderata (medio ambrato), versavi, mescolando con molta attenzione, la miscela di panna e lamponi ben calda.
Cuoci mescolando fino a raggiungere la temperatura di 110 gradi e raffredda immediatamente, immergendo la pentola in un contenitore con acqua gelata

Assemblaggio del dolce
(e qui vi dico come ho fatto io, perchè l'originale è un disco di frolla a cui si aggiunge un bordo che poi si riempie di caramello)

Imburrare lo stampo e stendervi la frolla. 
cuocere in bianco a 180 gradi, forno statico (160 forno ventilato) per 18 minuti e lasciar raffreddare. 
Versarvi il caramello quando è appena pronto, quando è denso ma fluido: ci penserà da solo ad occupare tutti gli spazi liberi. 
Lasciar raffreddare a temperatura ambiente e decorare a piacere. 

crostata al cioccolato con caramello ai lamponi

note  mie

  • per la frolla al cacao
come vi dicevo, si tratta di una ricetta d'autore (e che autore!) e quindi, per una volta, sono riuscita a seguirla alla lettera. Propriamente, non si dovrebbe chiamare frolla, perchè la presenza del latte la rende molto morbida e poco friabile, però si presta ugualmente ad essere riempita e anzi: proprio per la sua morbidezza, è più indicata per un dolce da chiudi-cena, di quelli che si dovrebbero mangiare con cucchiaino e forchetta, per capirci. 

  • per quanto riguarda gli ingredienti
la farina W 150 è una farina a basso contenuto di glutine: una buona 00 è perfetta. Nessuna aggiunta di manitoba o altro. 
Pina dice di setacciare sempre la farina, anche quando si devono preparare impasti che non devono crescere: questo perchè i microrganismi che si trovano il suo interno assorbono ossigeno e sprigionano anidride carbonica: una bella setacciata è il sistema migliore per ridare ossigeno alla nostra farina ed averla al meglio delle sue forze 
Il peso delle uova corrisponde a 2 uova grandi

  • per quanto riguarda la lavorazione
di solito, faccio la frolla a mano. vel'avrò detto mille volte, ma l'unico modo che conosco per non far bruciare il burro è legato al tatto: se metto gli ingredienti nell'impastatrice, finisce sempre che o li lavoro per troppo tempo o a velocità troppo alta, surriscaldandoli inevitabilmente. 
Stavolta, invece, ho messo tutto nel Kenwood (frusta k), per "la più grossa": poi, ho impastato velocemente a mano
Come dicevo prima, la presenza del liquido toglie friabilità all'impasto e questo si nota sin dalla lavorazione a crudo: resta infatti un po' umido. Di conseguenza, il riposo in frigorifero è indispensabile e va fatto due volte:la prima, subito dopo avere impastato (almeno 3 ore); la seconda, dopo aver steso l'impasto nella tortiera (almeno mezz'ora)

  • cottura in bianco
per la cottura in bianco, mi regolo così. 
dopo che ho steso la frolla in teglia, ritaglio un foglio di carta da forno leggermente più largo dello stampo e lo dispongo sopra l'impasto. Lo cospargo di fagioli e metto in forno. In questo modo, evito di perdere gli occhi e la pazienza a togliere tutti i fagioli che, in cottura, vengono inglobati nella sfoglia e mi rimane il fondo perfettamente liscio. 

  • per il caramello morbido al lampone
confesso che con il procedimento descritto, non mi è venuto: mea culpa, sia chiaro, perchè a me il caramello con l'acqua non viene. Quindi, ho rifatto tutto a modo mio,con il solito metodo da "astenersi puristi". 
In precedenza, avevo frullato i lamponi e passato la purea al setaccio, in modo da togliere tutti i semini. 
Fatto il caramello e aggiunta la panna, ho aggiunto la purea di lamponi, sempre sul fuoco, a poco a poco, e sempre mescolando: una volta che avete preparato la salsa al caramello, però (vale a dire caramello e panna) non ci dovrebbero essere più problemi ad aggiungere altri liquidi, ma tant'è ho proceduto con un po' di cautela. La prossima volta, vado in scioltezza e aggiungo tutto in una botta. 

Si rassoda in fretta, ma non resta duro: purtroppo, non abbiamo foto dell'interno,perchè la torta è stata portata ad una cena da nostri amici ed è un periodo in cui non ho più voglia di tediare tutti con il set e lo scatto: se vi fidate, l'effetto è lo stesso della choco-caramel tarte
Il sapore e la scena, invece, sono da porca, anzi: porchissima figura...
A domani, dagli Assaggi di Viaggio
Ale

P.S.  visto che  mio marito, a cui non piacciono i"dolci dolci", ha avuto da ridire sulla dolcezza di questa tarte, a suo parere eccessiva,  mi sembra corretto riportarlo qui. come ho scritto nei commenti, questo è uno dei dessert da "più porca figura" che abbia mai preparato e avreste dovuto vedere le facce, a cominciare dalla mia, quando è stato portato in tavola. Per non parlare delle espressioni di puro godimento, al primo assaggio. Però, in effetti, dolce lo è. Quindi,  se preferite smorzare un po' lo zucchero, potete riempire il guscio di frolla con una ganache al cioccolato fondente (sceglietelo con una percentuale di cacao da uomini duri: minimo, il 72%) e poi sopra il caramello al lampone. Vedrete che bontà.

martedì 28 settembre 2010

Millionaire's shortbread con caramello salato al rosmarino

millionaire shortbread con caramello al rosmarino

La scelta della ricetta non è casuale, vista l'ultima disavventura di questi giorni, quando con un amico incontrato per caso mentre stavo andando al bar per il caffè- della - mattina (il primo fuori, il terzo della giornata) abbiamo deciso di fare due passi in più e di andarcene in uno dei locali storici più famosi della città. Con tutta che è vicinissimo al mio ufficio- e con tutta che la succursale di quest'ultimo ormai è in pianta stabile ai tavolini dei caffè- questo non rientra fra i miei punti di ristoro preferiti: ufficialmente perchè ne preferisco un altro, ufficiosamente perchè mi mette una tristezza infinita vedere che le signore di una certa età che prendono il tè e che, per tutti gli anni della mia gioventù, sono state le eponime del soprannome del locale- il noto "bar della Menopausa", ora sono tutte mie amiche, se non addirittura coetanee.
Ma tant'è, ogni tanto ci vado- e l'altro giorno non ha fatto eccezione, nonostante i minuti contati e la pila di pratiche sulle scrivanie di entrambi. Ma a un caffè non si dice mai no- e a un caffè veloce, ancor meno.
Poco meno di dieci minuti ad un tavolino e due caffè, serviti senza niente- nè un bicchier d'acqua, nè un cioccolatino, nè un pezzetto della pasticceria di cui questo bar si gloria- ci sono costati 5,40 euro.
Per quanti tentativi abbia fatto per farmene una ragione, non ci sono riuscita...


caramello salato al rosmarino

Tormentone anglosassone, già sperimentato qui con tutt'altra ricetta ma con identico successo. Dicono che, se conservati in frigo in un contenitore ermetico, durino un sacco di tempo. Dicono.....

Millionaire's Shortbread al Caramello Salato al Rosmarino
da Gizzi Erskine, Gizzi's Kitchen Magic,


per 16 pezzi
tempo di preparazione 15 minuti
tempo di cottura: 35 minuti
tempo di raffreddamento: 1 ora

225 g farina 00
85 g zucchero
315 g burro
400 g di latte condensato
4 cucchiai di melassa (potete sostituirla con l'equivalente in sciroppo di acero)
2 rametti di rosmarino fresco
1 cucchiaino di sale (io ho usato il fleur de sel)
200 g di cioccolato fondente al 70%

Preriscaldare il forno a 170 gradi.
Rivestire con carta da forno uno stampo quadrato di 23 cm di lato
Preparare un impasto con tutto lo zucchero, tutta la farina e 200 g di burro, stenderlo ad uno spessore di circa 1 cm e rivestirvi in fondo dello stampo, premendo con le mani in modo da farlo aderire bene. Bucherellarlo con una forchetta e infornare per 5 minuti: abbassare poi la temperatura a 150 e far cuocere ancora per altri 30 minuti o fino a quando l'impasto apparità leggermente dorato. Lasciar raffreddare in teglia

Scaldare il rimanente burro in una casseruola, a fiamma bassa per due o tre minuti, poi aggiungere il latte, la melassa (o lo sciroppo d'acero) e il rosmarino. Mescolare il composto fino a quando il burro si è amalgamato, portarlo a leggero bollore e poi, mantenendo costante la temperatura, far cuocere per 10 minuti, mescolando continuamente, fino a quando si addensa e diventa di color caramello. Eliminare il rosmarino, versare il caramello sul biscotto nella teglia, livellarlo bene e cospargerlo con il sale.

Rompere il cioccolato in tanti pezzi, metterlo in un recipiente resistente al microonde e farlo sciogliere alla massima potenza, per 45 secondi Lasciarlo raffreddare leggermente e poi versarlo sul caramello. In frigo per un'ora. Una volta assestato, tagliare in 16 pezzi.

E ora, leggete attentamente queste note, perchè non ho seguito la ricetta alla lettera.

per quanto riguarda la teglia
questi pezzi di chiamano propriamente "squares", quindi sarebbe meglio usare una teglia quadrata, piuttosto piccola, con il bordo di 2-3 cm max. Però, non è detto che dobbiate per forza tagliarli in pezzi squadrati, anzi: v edete voi che cosa avete in casa e regolatevi di conseguenza. Quello su cui non transigo :-) è il rivestimento con carta da forno: il docle deve poter essere estratto facilmente dalla teglia, per poter essere tagliato: potete anche fare questa operazione senza sformarlo, ma col richio di rovinare il fondo dello stampo, con la lama del coltello. Altro consiglio: imburrate bene i bordi.
per quanto riguarda l'impasto base
è il classico impasto da shortbread- farina, burro, zucchero: gli Anglosassoni lavorano il burro morbido e non fanno riposare l'impasto, io continuo a trattarlo come una frolla, a maggior ragione se non ci sono indicazioni precise come in questa ricetta. Uno di questi giorni, vi posto degli shortbread alla cannella fatti con il metodo tradizionale del burro montato, tanto per rendervi conto della differenza: in questa ricetta, però, l'autrice non menziona affatto l'operazione del montaggio, anzi: "the mixture will be sandy"- "sabbiosa", dice ad un certo punto- e quindi, questa per me è frolla. E quindi, come per tutte le frolle, un'oretta di riposo in frigo gliela faccio fare, sempre dopo averla stesa nella teglia
cottura
anche in questo caso, regolatevi col vostro forno. A me, ci sono voluti tutti perchè il mio forno, in modalità statica, cuoce lentamente, ma non sempre c'è coincidenza con quello che dicono le ricette: regolatevi ad occhio: appena la frolla inizia a indorare leggermente, toglietela dal forno e lasciatela raffreddare
preparazione del caramello
quello della ricetta è un procedimento che ricorda più il dulce de leche che non il nostro caramello- e difatti la crema che si ottiene è molto meno "compatta", se mi passate il termine, del caramello vero e proprio. Inoltre, è estremamente facile da preparare. Seguite le indicazioni della Gizzie e andrà tutto bene
composizione del dolce
qui, invece, ho qualche perplessità sui tempi di raffreddamento. Ossia, secondo me, il caramello necessita di più tempo per rassodare di quello indicato dalla ricetta: per cui, se mi date retta, una volta steso quest'ultimo sulla base, lo lasciate a temperatura ambiente per un'oretta- oppure in frigo per mezz'ora e poi procedete col cioccolato, che io fondo a bagno maria
quello che la ricetta non dice
un trucco per tagliare la torta in pezzi senza impazzire è questo: appena avete versato il cioccolato sul caramelo, mettete in frigo e lasciate riposare per una ventina di minuti. Dopodichè, se il composto ha iniziato a rassodarsi, con la lama di un coltello fate tante incisioni, in lungo e in largo, per segnare le tracce dei tagli successivi, premendo leggermente, fino a toccare il caramello. Poi rimettete in frigo, fino al completo rassodamento. Quando dovrete tagliare il dolce, basterà posizionare il coltello nei solchi già tracciati, evitando in questo modo di screpolare lo strato di cioccolato.
Ci si mette più a scriverlo che a prepararlo.
Ciao
ale


venerdì 12 marzo 2010

Tazzine di cioccolato al latte con gelato al whisky, panna montata e caramello

Di Daniela


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Tra le svariate decine di cose che mi piacciono della mille volte citata Valtellina, c'è anche la presenza di 2 e dico 2, siorrre e siorri, fabbriche di cioccolato. Ora già è bella. già si può sciare e passeggiare in zone incantevoli, già offre eccellenti piatti tradizionali che stregano il palato, direte voi, pure il cioccolato!! E vi confesserò, che non è neppure un cioccolato di bassa qualità a sentire i miei nipoti e le mie figlie , che ogni volta andiamo su, ci porgono, con estrema gentilezza e un sorriso sulle labbra, una luuuuunga e dettagliata lista della spesa cioccolatosa da portare indietro al nostro ritorno. Con la prima che si incontra proprio all'inizio della valle abbiamo stretto una specie di amicizia (neppure fosse una persona fisica), e così, la signora alla quale ci rivolgiamo per i nostri acquisti, mossa a pietà dagli occhi languidi e dalla bavetta che scende agli angoli della bocca delle mie creature, ci ha concesso, dopo esserci bardate a dovere per via delle norme igeniche, di dare una sbirciatina alla stanza della fontana. Ora, io non sono un'amante folle del cioccolato, ma veder scendere a getto continuo da un rubinetto una colata di cioccolata profumatissima e tiepida, non so dirvi che cosa incredibile sia: tui viene voglia di essere una novella Anita che sguazza nella sua personale fontana di Trevi!!! L'ultimo acquisto, in ordine di tempo sono state delle tazzine di cioccolato della dimensione di una regolare tazza da caffè: e tanto per impiegarla in modo , diremmo, razionale, abbiamo pensato di riempirla di ogni goduriosità immaginabile e abbiamo creato queste...


TAZZINE DI CIOCCOLATO AL LATTE CON GELATO AL WHISKY, PANNA MONTATA E CARAMELLO


DSCF2576

Va da se, che è solo un suggerimento: perchè porre limitii alla vostra fantasia creativa!!

Per il gelato al whisky (questa è la ricetta vincente del programma televisivo "Masterchef" del Regno Unito nel 1995 . Non hai bisogno di una gelatiera e puoi utilizzare qualsiasi miele liquido. Io ho usato l'acacia, ma l'originale era fatto con il miele d'erica)

300 ml panna fresca
60 ml whisky
60 ml miele liquido
4 grandi rossi d'uovo


200 g di zucchero
150 ml di panna
1 noce di burro
whisky (mezzo bicchierino)



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Mettete lo zucchero in un casseruolino, meglio se antiaderente, sul fornello più piccolo del vostro piano cottura, a fiamma media. Lasciatelo lì, senza toccarlo, per un minuto o due, poi cominciate a mescolare, con un cucchiaio di legno, per evitare che lo zucchero a maggiore contatto con la fiamma si bruci, lasciando quello in superficie praticamente intatto. Non aggiungete acqua e non perdetelo di vista: scrollate un po' il casseruolino, mescolate lo zucchero ogni tanto e vedrete che nel giro di pochi minuti comincerà a brunire. Abbassate la fiamma e proseguite la cottura, fino a quando non prende il caratteristico colore scuro. Se avete un termometro da cucina, fermate la cottura a 140 gradi per il caramello biondo e a 155 per quello scuro. Bisognerebbe mettere subito il casseruolino in un altro più grande, contenente acqua fredda, ma in questo caso non serve


Mentre state preparando il caramello, scaldate la panna, badando a che non prenda il bollore.Appena il caramello è pronto, scioglietevi dentro una noce di burro, mescolando con una frusta. Poi, aggiungete la panna goccia a goccia. Questo è l'unico punto critico della preparazione di questa salsa, perché se aggiungete la panna a temperatura ambiente o- peggio ancora- fredda di frigo, il caramello vi si raggruma tutto e lo stesso succede se la versate tutta in una volta: per quanto calda sia, non avrà mai la stessa temperatura del caramello e questo provocherebbe uno choc termico, con conseguente "raggrumamento" del tutto. Quindi, portate pazienza e, all'inizio, versate la panna pian piano, aggiungendola a poco a poco, solo quando la precedente è stata perfettamente amalgamata al composto. Verso la fine, potete anche andare più veloci: l'essenziale è che continuiate a lavorare con la frusta, in modo da montare il composto: alla fine, avrete una salsa morbida, tipo il dulche de leche, per capirci, che ha il pregio di non indurirsi, neppure in frigo. A questo punto, aggiungere il whisky.




Il Gelato


Montate la panna fino a quando non è densa aggiungendo a poco a poco il whisky. Mettete il miele in un pentolino e riscaldate. Allo stesso tempo, battete i tuorli in una terrina. Versate il miele caldo nella ciotola contenente i tuorli e continuate a battere il composto fino a quando è chiaro e denso. Appena si è raffreddato, unite delicatamente il composto uova-miele alla miscela di panna e whisky.


Mettete il composto in un contenitore da freezer e congelatelo per tre ore minimo. Per le prime due ore, mescolate ogni 30 minuti, perché la cosa importante è rompere i cristalli di ghiaccio che si formano agli inizi, per consentire al gelato di congelare in modo uniforme in modo che rimanga cremoso.


Appena pronto, mettetene una generosa porzione nella vostra tazzina di cioccolato, decorate con un po' di panna montata e terminate con la copertura al caramello.


Non ho aggettivi adeguati: provatelo!


Buon appetito


Dani




Honey and Whiskey Ice Cream on a chocolate cup, with caramello topping


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The honey and whiskey ice cream was a winning entry from the UK's "Masterchef" television programme in 1995. You don't need an ice cream maker and can use any liquid honey. I use Spanish orange blossom but the original used bell heather.


Ingredients for ice cream


Serves 4/6
300 ml double cream
60 ml whiskey
60 ml liquid honey
4 large egg yolks


For caramel:

1 1/3 cups sugar

2 tbsp whiskey

10 tbsp cream

1 tbsp. unsalted butter






Place sugar in a saucepan, preferably nonstick, over the smaller stove, medium heat. Don't touch it for one or maximum two minnutes, then stir with a wooden spoon to prevent the lowest sugar burns, leaving the surface intact. Do not add water and do not loose it sight: move gently the saucepan, stir sugar and within a few minutes it begins to brown. Lower the heat and continue cooking, until it gets its characteristic dark color. If you have a cooking thermometer, stop cooking at 140 degrees for blonde caramel and at 155 degrees for the dark. You would put immediately the saucepan in another larger, containing cold water, but in this case it's not necessary. While you prepare the caramel, heat the cream, making sure that it does not take the boil. Once the caramel is ready, melt into 1 tbsp salted butter, stirring with a whip. Then, add the cream drop by drop. This is the only critical point of the preparation of this sauce, because if you add cream at room temperature or-worse yet-cold cream caramel curdles and the same happens if you pour cream all at once: as is hot, will never have the same temperature of the caramel and this would cause a thermal shock, resulting in a complete clump. So, be patient and, at first, pour the cream slowly, adding it little by little, only when the former is perfectly mixed into the caramel. Towards the end, you can also proceede faster: the manin thing is that you don't stop working with the whip in order to mount the compound : at the end, you'll get a smooth sauce, like dulce de leche, that won't harden, even in the fridge. At this point, add the whiskey


Ice cream




Whip the cream until it is thick adding the whisky gradually. Put the honey in a small pan and heat it. At the same time beat the yolks in a bowl. Pour the hot honey into the bowl containing the yolks and carry on beating the mixture until it's pale and thick. Gently fold in the cream and whisky mixture. Put the mixture in a freezerproof container and freeze for three hours minimum. For the first two hours, stirring every 30 minutes, because the important thing is to break the ice crystals that are formed at the beginning, to let the ice cream frozen in a uniform manner so that it remains creamy.


Once ready, put a generous portion of your ice cream in the chocolate cup, decorate with a little 'whipped cream and caramel topping


Bon appetit


Dani

lunedì 4 gennaio 2010

Choco-caramel tarte- e al diavolo gli avanzi...

di Alessandra
English Version Below

choco-caramel tarte

Solo una domanda: com'è che iniziamo tutti il nuovo anno col fermo proposito di dimagrire- e poi dobbiamo categoricamente far fuori tre metri di cotechino avanzato dal cenone e uno stock di panettoni che, smaltiti i parenti fino alla settima generazione, non sappiamo proprio più a chi sbolognare?
E comunque: a me, è avanzato del caramello....

choco-caramel tarte

Ricettona presa dal numero di luglio di Saveur e rivisitata in chiave alcolica dalla sottoscritta:

Originale ( solo gli ingredienti, perché il procedimento è lo stesso)

Per il guscio
200 g di farina
30 g di cacao amaro più un cucchiaino
un pizzico di sale
120 g di burro morbido
1oo g di zucchero più 2 cucchiai
2 tuorli d'uovo, meglio se a temperatura ambiente
1/2 cucchiaio di estratto di vaniglia

per il caramello
300 g di zucchero
3 cucchiai di corn syrup (intraducibile e introvabile: sostituitelo col miele, semmai)
6 cucchiai di burro (90 g)
6 cucchiai di panna
1 cucchiaio di creme fraiche

per la ganache
120 g di cioccolato fondente, a pezzettini
120 g di panna

sale grigio per decorare


choco- caramel tarte


Modifiche mie

per il guscio
sostanzialmente, ho eliminato il cacao e ho fatto la mia solita frolla ( 300 di farina, 200 di burro freddo, 100 di zucchero, 1 tuorlo e, visto che ce l'ho, un cucchiaino di zucchero vanigliato). Volevo che si sentissero meglio i tre sapori distinit- l'aroma di vaniglia della base, il dolce del caramello, l'amaro della ganache, ma nulla vi vieta di seguire l'originale, anzi: vista la fonte, mi chiedo come mai siate arrivati a leggere fin qui...

per il caramello
300 g di zucchero
150 ml di panna
1 noce di burro salato
whisky (mezzo bicchierino)

per la ganache
150 di cioccolato fondente al 70% (se vi piace il cioccolato "vero", è questo il momento di osare: la grandezza di questa torta è tutta nel contrasto "molto dolce/molto amaro" e quindi potete comodamente fare un cocktail 70%-85%, per esempio)

Procedimento
Preparare la frolla, lavorando velocemente tutti gli ingredienti. Stenderla in una tortiera imburrata ( qui ho usato uno stampo da tarte e me ne è avanzata un bel po', ma con uno stampo dalle misure classiche non dovrebbero esserci problemi), metterla a riposare in frigo per un'oretta e cuocerla in bianco a 180 gradi per una quindicina di minuti. Non deve brunire, ma deve essere comunque cotta: grosso modo, quando inizia a colorarsi leggermente, è pronta. Lasciate raffreddare completamente, senza toglierla dallo stampo

Quando la crosta è completamente fredda, preparare il caramello.


chocolate- caramel tarte

METODO DELLA SOTTOSCRITTA PER PREPARARE IL CARAMELLO- ASTENERSI PURISTI

Mettete lo zucchero in un casseruolino, meglio se antiaderente, sul fornello più piccolo del vostro piano cottura, a fiamma media. Lasciatelo lì, senza toccarlo, per un minuto o due, poi cominciate a mescolare, con un cucchiaio di legno, per evitare che lo zucchero a maggiore contatto con la fiamma si bruci, lasciando quello in superficie praticamente intatto. Non aggiungete acqua e non perdetelo di vista: scrollate un po' il casseruolino, mescolate lo zucchero ogni tanto e vedrete che nel giro di pochi minuti comincerà a brunire. Abbassate la fiamma e proseguite la cottura, fino a quando non prende il caratteristico colore scuro. Se avete un termometro da cucina, fermate la cottura a 140 gradi per il caramello biondo e a 155 per quello scuro. Bisognerebbe mettere subito il casseruolino in un altro più grande, contenente acqua fredda, ma in questo caso non serve

Mentre state preparando il caramello, scaldate la panna, badando a che non prenda il bollore.
Appena il caramello è pronto, scioglietevi dentro una noce di burro, mescolando con una frusta. Poi, aggiungete la panna goccia a goccia. Questo è l'unico punto critico della preparazione di questa salsa, perché se aggiungete la panna a temperatura ambiente o- peggio ancora- fredda di frigo, il caramello vi si raggruma tutto e lo stesso succede se la versate tutta in una volta: per quanto calda sia, non avrà mai la stessa temperatura del caramello e questo provocherebbe uno choc termico, con conseguente "raggrumamento" del tutto. Quindi, portate pazienza e, all'inizio, versate la panna pian piano, aggiungendola a poco a poco, solo quando la precedente è stata perfettamente amalgamata al composto. Verso la fine, potete anche andare più veloci: l'essenziale è che continuiate a lavorare con la frusta, in modo da montare il composto: alla fine, avrete una salsa morbida, tipo il dulche de leche, per capirci, che ha il pregio di non indurirsi, neppure in frigo. A questo punto, aggiungere il whisky

Prendere il guscio di frolla, versarvi il caramello e mettere in frigo, per qualche ora.

chocolate caramel tarte


Dopodichè, preparare la ganache:
far sciogliere il cioccolato a bagnomaria e scaldare la panna. unirla a poco a poco al cioccolato fuso, mescolando con una frusta, fino ad ottenere una crema densa e lucida, che verserete sul caramello, in questo modo

La ricetta dice di metterla in frigo, io non l'ho fatto per timore che la ganache si solidificasse troppo: è rimasta a temperatura ambiente e la cosa mi ha soddisfatto, perché il caramello ha "tenuto" il giusto e la copertura è rimasta morbidissima. Comunque, se guardate anche la foto dell'originale, questa non è la classica torta perbene, con tutti gli strati belli dritti come soldatini: qui siamo al trionfo dei sensi, il caramello che cola in morbide pieghe sul guscio, cioccolato che lo accompagna, il respiro sospeso dei commensali...insomma, una maialata cosmica, se mi perdonate il retaggio eatoniano, insieme alla foto del "lato B" dell'ultima fetta...

choco-caramel tarte


Buon Appetito
Alessandra


English Version

CHOCO-CARAMEL TARTE


choco-caramel tarte


Just one question: how is that the first New Year's resolution is to lose weight-and then we have to categorically take out ten meters of reamining sausage and a stock of panettone that, run out all your relatives to the seventh generation, we can't find anyone to get rid of them?????

And anyway: in my doggy bag, there was some caramel...


choco-caramel tarte



Greate recipe from Saveur, revisited from an alcoholic viewpoint...

The original one

FOR THE CRUST:
1 1⁄2 cups flour
1⁄4 cup plus 1 tbsp. dutch-process unsweetened
cocoa powder
1⁄4 tsp. kosher salt
10 tbsp. unsalted butter, cubed and softened
1⁄2 cup plus 2 tbsp. confectioners' sugar
2 egg yolks, preferably at room temperature
1⁄2 tsp. vanilla extract

FOR THE CARAMEL
1 1⁄2 cups sugar
3 tbsp. light corn syrup
1⁄4 tsp. kosher salt
6 tbsp. unsalted butter
6 tbsp. heavy cream
1 tbsp. crème fraîche

FOR THE GANACHE
1⁄2 cup heavy cream
4 oz. bittersweet chocolate, finely chopped
Gray sea salt for garnish

choco- caramel tarte




My changes

for the shell
basically, I eliminated the cocoa and I did my usual pastry (300 flour, 200 cold butter, 100 sugar, 1 egg, and a teaspoon of vanilla sugar). I wanted that the three different flavours of this cake vanilla flavor to the base, the sweetness of caramel, bitter taste of the ganache- were well defined, but you obviously can follow the original, in fact: regarding the source, I wonder how you ever get to read thus far ...

for caramel
300 g sugar
150 ml cream
1 tbls salted butter
whiskey (2 tbls)

for ganache
150 dark chocolate 70% (if you like "hard chocolate", now is the time to be daring: the greatness of this cake consists all in the contrast to "very sweet / very bitter," so that you can mix 70% -- 85% chocolate, for example)


Make the crust: Heat oven to 350˚. Combine flour, butter, yolk,sugar and vanilla sugar and fastly knead. Transfer dough to atart pan with a removable bottom and press dough evenly into bottom and sides of pan. Refrigerate for 1 hour. Prick the tart shell all over with a fork and bake until cooked through, about 20 minutes. Transfer to a rack and let cool.

chocolate- caramel tarte




MY METHOD FOR PREPARING CARAMEL-ABSTAIN PURISTS

Place sugar in a saucepan, preferably nonstick, over the smaller stove, medium heat. Don't touch it for one or maximum two minnutes, then stir with a wooden spoon to prevent the lowest sugar burns, leaving the surface intact. Do not add water and do not loose it sight: move gently the saucepan, stir sugar and within a few minutes it begins to brown. Lower the heat and continue cooking, until it gets its characteristic dark color. If you have a cooking thermometer, stop cooking at 140 degrees for blonde caramel and at 155 degrees for the dark. You would put immediately the saucepan in another larger, containing cold water, but in this case it's not necessary


While you prepare the caramel, heat the cream, making sure that it does not take the boil.
Once the caramel is ready, melt into 1 tbsp salted butter, stirring with a whip. Then, add the cream drop by drop. This is the only critical point of the preparation of this sauce, because if you add cream at room temperature or-worse yet-cold cream caramel curdles and the same happens if you pour cream all at once: as is hot, will never have the same temperature of the caramel and this would cause a thermal shock, resulting in a complete clump. So, be patient and, at first, pour the cream slowly, adding it little by little, only when the former is perfectly mixed into the caramel. Towards the end, you can also proceede faster: the manin thing is that you don't stop working with the whip in order to mount the compound : at the end, you'll get a smooth sauce, like dulce de leche, that won't harden, even in the fridge. At this point, add the whiskey

Pour caramel into cooled tart shell and let cool slightly; refrigerate until firm, 4–5 hours.

chocolate caramel tarte


Make the ganache: Bring cream to a boil in a 1-qt. saucepan over medium heat. Put chocolate into a medium bowl and pour in hot cream; let sit for 1 minute, then stir slowly with a rubber spatula until smooth. Pour ganache evenly over tart and refrigerate until set, 4–5 hours. Sprinkle tart with sea salt, slice, and serve chilled.

This is the original version, and this time I followed step by step, except for refrigerating, as I was afraid of ganache hardening. Therefore, I left the tarte at room temperature and at least it was absolutely fashionable... so fashionable, that I show you "the dark side of the tarte" too, so tou can judge on your own...

choco-caramel tarte


Buon Appetito
Alessandra


sabato 2 gennaio 2010

Croquembouche ( for dummies)

di Alessandra
Scroll down for English Version

croquembouche


Non è un mistero che, in questo blog, la manualità stia tutta al civico successivo, mentre qui dimorino solo le teglie: per cui, riuscire a fare un croquembouche per me aveva lo stesso significato che seguire una dieta per più di 48 ore o non lasciare le scarpe in giro per casa. E invece, non solo ce l'ho fatta, ma non l'ho trovato neppure così difficile come immaginavo- nulla, comunque, in confronto alla dieta e alle scarpe. E siccome non è il caso che mi dilunghi sulle sfaccettature della "porca figura" di questa piramide di voluttà, passo subito a raccontarvi com'è che ci sono riuscita....

La mia solita ricetta per la pasta choux è quella più facile da ricrodare- 100 di acqua, 100 di burro, 100 di farina e 3 o 4 uova; stavolta, mi sono fatta sedurre dai bignè di Montersino e ho lasciato la retta via, con i soliti ottimi frutti che si raccolgono quando si sgarra cum grano salis. L'unico inconveniente è che la versione di Montersino "gonfia" di più rispetto a quella che seguo di solito, per cui la prima infornata ha prodotto dei mega bignè, che comunque mi sono serviti per la base. In quelle successive sono stata più attenta e alla fine mi sono ritrovata con choux di varie misure, perfetti per il croquembouche. Li ho poi riempiti con una crema pasticcera al limone e un'altra al cioccolato ( lo so che insieme fanno a pugni ma in casa mia vige il principio per cui "de gustibus NON SI DISCUTIBUS" e in certi casi mi tocca sottostare...) , dopodiché sono passata al montaggio


croquembouche

Caramello
dosi mie*
500 g di zucchero
3 cucchiai di glucosio.
* c'è di che inorridire, lo so, ma a me il caramello con l'acqua non viene e, cosa non sottovalutabile, mi sembra che prenda un bollore più forte dell'altro. Intendo dire che con il caramello senz'acqua non mi sono mai bruciata, con quello con l'acqua sì e quindi ho sacrificato la precisione delle dosi all'incolumità delle mie due mani et dieci dita.
Il glucosio, questa volta, è fondamentale, percé rallenta il processo di indurimento del caramello. Questo non significa che questo non indurisca, tutt'altro: è infatti consigliabile tenere a portata di mano una pentola con acqua in leggera ebollizione, nella quale possa essere messa la casseruola del caramello, per poterlo mantenere morbido. Però, lascia tempi un po' iù ragionevoli per poterlo lavorare.
Per tutte le altre cautele, rinvio al blog di pinella

Gran parte dei Croquembouche vengono montati col cioccolato fuso: i bignè, cioè, si immergono nel cioccolato fuso a bagno maria che diventa quindi il collante per tenerli insieme. Il caramello si usa solo per fare i fili. Non me ne voglia chi ha usato questo metodo finora, ma l'effetto finale è bruttarello, perché le macchie di cioccolato spiccano fra un bignè e l'altro e non essendo decorazioni ad hoc danno un po' l'idea di disordine. Il bello è immergere i bignè nel caramello e usare quello come colla. Il che significa rischiare un'ustione della malora, a meno che non si sia muniti degli appositi guanti, oppure di un marito geniale....



croquembouche

Guanti di lana e sopra 2 guanti di lattice: il guanto di lana crea la protezione, il guanto di lattice impermeabilizza. Ce ne vogliono due, nell'ipotesi che il calore del caramello ne possa "fondere" uno, ma a me non è successo.
Due sole controindicazioni
1. essendo talmente protette, le vostre mani non sentono nulla, il che è ottima cosa. Se però, mentre le avete a bagno nel caramello, vi prude il naso, resistete all'impulso inconscio d grattarvelo.
2. non usate guanti di cachemire. E non chiedetemi il perché.

croquembouche

Il montaggio del croquembouche avviene direttamente sul piatto di portata. Il che significherà avere un piatto di portata sporco di caramello, quando lo porterete in tavola. Posto che mi decida a ripetere la prova, questo è un punto su cui bisogna ragionare un po': ai miei ospiti, non ne è importato di meno ed anzi, finito lo spolpamento del cono, hanno ripulito pure il piatto, però in occasioni più formali può essere un problema. Si potrebbe passare uno strofinaccio bagnato con acqua calda, oppure creare un'ulteriore corona di bignè (non incollati, ma solo avvicinati) intorno alla base, oppure qualche altra soluzione che al momento non mi viene in mente, oppure non preoccuparsene troppo perchè, in effetti, nessuno ci fa caso, ammirato com'è da tutto il resto.
Anche se la piramide di bignè è tenuta insieme sia dall'incollatura del caramello, sia, soprattutto, dal fatto che essi si appoggino a quelli immediatamente sotto di loro, può essere utile costruire un cono di cartoncino, per mantenere una certa simmetria nel montaggio, specie se siete totalmente incapaci come la sottoscritta


croquembouche



A questo punto:
- tenendo il bignè ad una estremità, "pucciarne l'altra nel caramello e appoggiare questo lato direttamente sul piatto di portata.
- fate lo stesso con i successivi, disponendoli a corona lungo la base e poi iniziate a salire, sempre immergendo un lato del bignè nel caramello

croquembouche

In teoria, questa operazione andrebbe fatta senza toccare il caramello con le dita e bagnando il bignè sempre dallo stesso lato. In pratica, prima mi è presa l'ansia da caramello, per cui mi sentivo come quando dovevo tuffarmi dal trampolino (tornata indietro 9 volte su 10- e alla decima ho smesso), poi, una volta constatato che anche se toccavo non succedeva niente ( a parte l'incollamento dei guanti) ho iniziato a pucciare alla "come cavolo viene", ad occhi chiusi e a tempo di record. Alla fine, è venuta fuori questa cosa qui

croquembouche


Come vedete, qualche "filo" c'è già- e questo perchè non ho resistito alla tentazione. A mano a mano che procederete nel montaggio, infatti, il caramello inizierà ad addensarsi e quindi, nel tragitto dalla pentola alla piramide, si formeranno inevitabilmente dei fili. Da buona genovese, "non ho buttato via niente" ed anzi, ho preso un po' di confidenza prima di iniziare l'operazione vera e propria, alla quale mi sono accinta con la mano esperta di chi ormai conosce tutti i segreti

croquembouche

Anche qui, ho letto un sacco di cavolate: secondo il principio per cui più lontano è il punto da cui fai colare il caramello, più sottile è il filo, c'è chi mette il croquembouche sul pavimento e procede dall'alto; ci sono altri che creano i fili sulla carta da forno e poi li appiccicano sui bignè ed altre scemate simili. Fare i fili è una stupidaggine- e questo anche avendo il croquembouche ad una distanza ravvicinata, come quella che avevo io. Ho cominciato con il metodo delle due forchette (che non vi spiego, perché è una inutile complicazione della vita), poi ho lavorato con una sola, intingendola nel caramello denso e muovendola in senso ora orario, ora antiorario sopra il croquembouche, facendo tanti fili.

croquembouche

Se guardate bene nella foto, a metà ho fatto un errore clamoroso, ne senso che mi sono fatta prendere dal panico e ho sollevato con i rebbi una quantità eccessiva di caramello, per cui più che un filo è venuta fuori una gomena: quando ho capito che dovevo prenderne meno, è stato tutto più facile e, alla fine, sono approdata a quell'"effetto rete" che è il bello del croquembouche

croquembouche

Siccome il caramello indurisce subito, una volta completata l'opera potere metterla comodamente da parte e dimenticarvela fino all'arrivo degli ospiti: guai a metterla in frigo, perché con lo choc termico in caramello si scioglierebbe, ma penso che la precisazione sia superflua. Anzi, dversamente da come abbiamo fatto noi, potete preparare il croquembouche anche in anticipo- non dico di 24 ore, ma dalla mattina per la sera sì. Io avevo paura che, col caldo dei caloriferi, cedesse tutto e l'ho assemblato praticamente a due ore dall'inizio della cena e così, quando sono arrivati gli ospiti, ero tutta un bozzolo di caramello, in stile " papà, guarda, la mamma ha le ragnatele". A meno che non vi chiamiate Addams, quindi, evitate questi inconvenienti.

croquembouche

Altra cosa. Questo è un dolce da timore reverenziale, nel senso che quando lo portate in tavola, dopo i soliti "ooohhhhhhhhhhh, uhhhhhhhhhhhhh" di rito, nessuno si muove: gli ospiti perché in attesa di essere serviti, i padroni di casa perchè " come cavolo si fa a smontare 'sto coso". Io, ovviamente, ho massacrato tutti i bignè che ho staccato dalla piramide, lasciandone una parte sul cono, mio marito, dopo un attento studio, ne ha staccato uno perfettamente intero in mezz'ora, la nostra amica cinese ha preso una forchettina da dolce e zac, in un attimo sono venuti via. Altrettanto in un attimo sono stati pure spazzolati, a conferma che questo sia un dolce tanto bello quanto buono- e se è riuscito a me, riesce benissimo a tutti
Buon Anno
Alessandra
croquembouche

It is no secret that in this blog, the manual skill is belongs to my co- blogger while here only the pans dwell: therefore, for me to be able to make a croquembouche had the same meaning on stay on a diet for more than 48 hours or not leaving my shoes laying around the house. Instead, not only I managed to do it, but I have not found anything as difficult as initially thought- in any case, it's a piece of cake (pan non intended) in comparison to diets and shoes. And since I would not like to start the New Year bragging about the "Porca Figura" of this pyramid of delicacies, I promptly skip to explain how to create such masterpiece .

My usual recipe for the choux pastry is the easiest to be rimembered- 100 g water, 100 g butter, 100 g flour and 3 or 4 eggs - this time, I got seduced by the puffs of Montersino and I left the old road for the new one, succesfully. The only drawback is that the version of Montersino "bloated" more than that I usually follow, so the first batch has produced maxi puffs; however, I used these for the base. In the subsequent ones I have been more careful and at last I found myself with choux of various sizes, perfect for the croquembouche. Later, I filled them with a lemon and chocolate pastry cream, then I proceeded to assemble the Croquembouche

croquembouche

for the caramel

My doses *
500 g sugar
3 tablespoons glucose.
* That's horrifying, I know, but I'm not able to make caramel with water and- not to be underestimated- I think that water boils stronger than the other caramel. I want to mean that every time I used the caramel without water, I never burned, while it has happened with the caramel with the water, so I sacrificed the accuracy of the doses for the safety of my two hands and ten fingers.
This time, glucose is crucial, because it slows down the hardening of caramel. This does not mean that the caramel does not harden, at all: in fact, you would to keep on hand a pan of lightly boiling water, in which put in the soucepan with caramel, to keep it soft. However, the glucose allows more time to work.

Most of Croquembouche are assembled with melted chocolate: puffs dive into the chocolate melted in a water bath that later becomes the glue to hold them together. The caramel is used only to make the threads. Don't hold it against me, but the final effect is ugly, because the chocollate stand out among puffs and the final impression is not good. It's decidedly better to dip the cream puffs into the caramel and use that as a glue. That means riskin a terrifyng burn, unless it is equipped with the appropriate gloves, or with a genius for husband...

croquembouche


Wool gloves and over 2 latex gloves : wool gloves creates protection, latex glove waterproof . It takes two, in case that the heat of the caramel "melt" one, but it didn't happen to me, this time.
Only two controindications
1. being so protected, your hands do not feel anything, which is a good thing. But if your nose itchies, while your finger are soaked in the caramel, please resist to the unconscious impulse scratching.
2. don't use cashmere gloves. And don't ask me why.

croquembouche

.
The assembly of croquembouche takes palace on the serving dish. That to say having a dish dirty of caramel, when you will serve the Croquembouche. Since I decided to repeat the feat, this is a point on which we must think about': my guests didn't care and indeed, taked the flesh off, , have also cleaned the plate, but in most formal dinners it can be a problem. It may take a cloth soaked in warm water or create an additional ring of cream puffs (not glued, but only approached) around the base, or some other solutions that now don't currently come my mind- or simply do not worry too much about it, because, in fact, no one pays attention, engrossed in contemplation of this masterpeice
Although the pyramid of cream puffs held together by caramel and, above all, becouse the puffs above lean aganinst those immediately below them, may be useful to construct a cone of cardboard to keep a symmetry in the assembly, especially if they are totally incapable as the undersigned

croquembouche

At this point:
- Hold the cream puffs at one extremity plunge in in the caramel and supports each other on this side, directly on the plate.
- Go on with the others, making a crown along the base and then begin to rise, always dipping one side of puffs in the caramel

croquembouche

In theory, you would do this without your fingers touching the caramel while you dip the cream puffs from the same side. In practice, at the begining, I was taken by "anxiety of caramel," so I felt like when I had to dive from the diving board (go back 9 times out of 10 - and I stopped at the tenth) and then, once I touched that, even if nothing happened (apart from pasting gloves) I started to dip choux randomly, with closed eyes and in record time. And this is the finale effect

croquembouche


You see, some " trheads is already there-and that's because I could not resist the temptation. As you progress in the assembly, in fact, the caramel begins to thicken and then, on the way from the pot to the pyramid, there inevitably will be the wires. As a good Genovese, "I have not thrown anything away," and indeed, I goot acquainted with it before starting the operation itself.

Even about this point, I read a lot of stupid things: according to the principle that further is the point from where you pour the caramel, thinner is the wire, somenone puts croquembouche on the floor and proceeds from above, while some others make threads on the baking paper and then stick them on beignets and other similar stupid thing . Making the wires is very easy-even if the croquembouche is close of you, like mine. I started with the method of the two forks (which I did not explain, because it is an unnecessary complication ), then I worked with only one, dip it in the dense caramel and move it clockwise and counter clockwise, over croquembouche, making many threads .

croquembouche

If you look carefully , I made a mistake of the middle, because as I was panicked, I raised with the fork too much caramel, so that the thread look like a hawser; however, when I realized I had to take less caramel, it was much easier and, eventually, I came to that ' thread effect' that is the nicest thing of croquembouche.

croquembouche

As the caramel hardens immediately, once the work is completed , you can easily put aside and forgot it until the arrival of guests: don't to put it in the fridge, because caramel will melt because of the termal schock, but I think that you don't need any explanation about this. Indeed, you can prepare in advance croquembouche-I do not say 24 hours, but from morning to evening it' ok. As I was afraid of collapse of the Croquembouche, because of the heat of the radiator, I assembled everything two hours since the beginning of the dinner , so when the guests arrived, I was all a cocoon of caramel-style "Dad, look, Mom has cobwebs. " Unless your name is Addams, therefore, avoid these drawbacks.

croquembouche

Just only a thing: . This is an " awe- dessert", in the sense that when youserve it , after the usual "ooohhhhhhhhhhh, uhhhhhhhhhhhhh" ritual, no one moves: the guests because are waiting to be served, the hosts because "what the hell is to dismantle 'this thing. I obviously have slaughtered all the cream puffs that have detached from the pyramid, leaving a part on the cone; my husband, after a careful study, has perfectly detached one, under an hour; at last, our friend from China took a fork cake and voilà, in double quick time they came on. Obviously, the cream puffs were well brushed off in a minute, confirming that this is a cake as beautiful as good-and if it is successful to me, succeeds very well to everyone
Happy New Year
Alessandra
croquembouche

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